| |
Ricerca |
Inserisci una o più parole da ricercare negli articoli |
|
|
Parliamo di...
Io odio l'oidio
Come primo quarto di stagione non c'è male. Piove in modo diffuso su gran parte dello stivale. Le conseguenze di questo andamento climatico per quanto riguarda il vigneto preoccupano giustamente tutti i viticultori.
Non so se questa stagione può essere paragonata al 2008, quando un'intensa pioggia primaverile causò attacchi virulenti di peronospora e poi, con il caldo, di oidio. Tra qualche giorno vedremo se gli agenti parassitari saranno penetrati nel vigneto, oppure se le difese attuate avranno avuto successo. Già, ma quali difese? Visto che solitamente si parla di agricoltura convenzionale o naturale a posteriori e piuttosto come dichiarazione di intenti, mi piacerebbe poter aprire una discussione in medias res, in questa fase nevralgica della conduzione agronomica di un vigneto. Chi ha adottato una pratica del vigneto convenzionale si sente protetto da uno o più cicli di sistemico iniziale? Chi, invece, pratica agricoltura biologica, è entrato, con tempestività, in vigna con i trattamenti previsti dal disciplinare? Infine per un'agricoltura biodinamica, il ruolo dei preparati, in special modo il corno silice, può aiutare ad attivare una difesa naturale della vite? Certo so bene che queste domande sono generiche, ma nello scambio delle dirette esperienze in vigna potrebbe nascere qualcosa di utile per tutti. Non è infatti una scoperta che i sostenitori del convenzionale siano scettici sulla reale valenza di pratiche naturali su estensioni importanti di vigneto. All'opposto i viticultori che adottano sistemi biologici di agricoltura sottolineano una manifesta capacità nelle loro piante di autodifesa alle problematiche infettive. Potrebbe essere un dibattito costruttivo, in attesa che torni il sole
Fabio Pracchia
2
interventi su Io odio l'oidio
-
-
|
|
|
 |
Parliamo di … è la sezione di questo sito dedicata agli approfondimenti tecnici, agli spunti teorici e alle discussioni che riguardano il mondo del vino inteso nella sua più ampia globalità. Oltre a quanto scritto di nostro pugno, ospitiamo con piacere chiunque abbia degli argomenti utili e interessanti da divulgare, sia che proponga un testo composito d’esordio che intervenga nelle discussioni in corso con un proprio, anche breve, contributo. |
 |
|
|
Direi che qui in Toscana alta le viti sono in notevole ritardo, molto meglio nelle zone basse. I vitigni precoci, merlot e cabernet godono, il...(leggi tutto)