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Io odio l'oidio

 

Come primo quarto di stagione non c'è male. Piove in modo diffuso su gran parte dello stivale. Le conseguenze di questo andamento climatico per quanto riguarda il vigneto preoccupano giustamente tutti i viticultori.


 

Non so se questa stagione può essere paragonata al 2008, quando un'intensa pioggia primaverile causò attacchi virulenti di peronospora e poi, con il caldo, di oidio. Tra qualche giorno vedremo se gli agenti parassitari saranno penetrati nel vigneto, oppure se le difese attuate avranno avuto successo. Già, ma quali difese? Visto che solitamente si parla di agricoltura convenzionale o naturale a posteriori e piuttosto come dichiarazione di intenti, mi piacerebbe poter aprire una discussione in medias res, in questa fase nevralgica della conduzione agronomica di un vigneto. Chi ha adottato una pratica del vigneto convenzionale si sente protetto da uno o più cicli di sistemico iniziale? Chi, invece, pratica agricoltura biologica, è entrato, con tempestività, in vigna con i trattamenti previsti dal disciplinare? Infine per un'agricoltura biodinamica, il ruolo dei preparati, in special modo il corno silice, può aiutare ad attivare una difesa naturale della vite? Certo so bene che queste domande sono generiche, ma nello scambio delle dirette esperienze in vigna potrebbe nascere qualcosa di utile per tutti. Non è infatti una scoperta che i sostenitori del convenzionale siano scettici sulla reale valenza di pratiche naturali su estensioni importanti di vigneto. All'opposto i viticultori che adottano sistemi biologici di agricoltura sottolineano una manifesta capacità nelle loro piante di autodifesa alle problematiche infettive. Potrebbe essere un dibattito costruttivo, in attesa che torni il sole



Fabio Pracchia

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2 interventi su Io odio l'oidio

1. Intervento di Paolo Cianferoni del 29/05/2010 20:08
Direi che qui in Toscana alta le viti sono in notevole ritardo, molto meglio nelle zone basse. I vitigni precoci, merlot e cabernet godono, il...(leggi tutto)

Direi che qui in Toscana alta le viti sono in notevole ritardo, molto meglio nelle zone basse. I vitigni precoci, merlot e cabernet godono, il sangiovese soffre. Inoltre diffuse grandinate hanno rovinato pesantemente quà e là. Anche l'insolazione è pesantemente ridotta con continue nuovole che non fanno penetrare i raggi di sole. Problemi di peronospora e oidio non ci sono perchè le minime notturne fino a qualche giorno fa erano sotto i fatidici dieci gradi. I più paurosi hanno già fatto oltre quattro trattamenti, altri, come me, solo uno.
Probabilmente qualcosa di buono e particolare alla fine si potrà fare con tanta buona volontà, se il tempo aiuterà fino a Novembre. Ma credo che mediamente la quantità e la qualità è già in parte compromessa. Allora, lode alle annate vecchie.

2. Intervento di enrico togni viticoltore di montagna del 24/05/2010 07:34
caro Fabio, fortunatamente il sole è tornato e con lui caldo e vento (quindi umidità in drastico calo)altrmenti altro che 2008. Personalmente...(leggi tutto)

caro Fabio, fortunatamente il sole è tornato e con lui caldo e vento (quindi umidità in drastico calo)altrmenti altro che 2008.
Personalmente applico sistemi di lotta integrata, ho trattato 3 volte in una zona e 2 in un'altra (contro le 6 di chi fa biologico), al momento (10 giorni dall'ultima pioggia infettante) non abbiamo trovato nessuna macchia d'olio in vigna nè problemi sui grappoli, fortuntamente sono riuscito a sfruttare tutte le finestre che la pioggia consentiva, ho sfalciato e scacchiato sotto l'acqua, lo dico perchè sono estremamente convito che la sanità la si ottenga prima di tutto atttraverso pratiche agronomiche che consentano ai prodotti (siano essi rame e zolfo, citotropici o corno silice) di lavorare efficacemente, è inutile trattare se c'è l'erba alta che fa da barriera, oppure se c'è un affastellamento tale da creare sacche di umidità.
Abbiamo volutamente lasciato scoperti due filari di un vitigno autoctono che stiamo cercando di recuperare, convinti che la vera frontiera non stia nel convenzionale o nel biologico o nel biodinamico, ma nella biodiversità.
ad oggi, nonostante 15 iorni consecutivi di pioggie potenzialmente infettanti (in zona c'è qualcuno che ha macchie d'olio in vigna) non registriamo alcuna infezione in atto, speriamo bene e incrociamo le dite.





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