Bucci, Villa Bucci Riserva 2007
Il più buono, come accade spesso negli ultimi anni. Ha raggiunto i punteggi più alti della commissione per la sua grandissima e seducente eleganza: non è un vino da concorso - grosso, potente, roboante - anzi è l'esatto contrario, ma oramai sono rimasti in pochi a sostenere che i vini da concorso debbano avere per forza queste caratteristiche.
La riva destra dell'Esino
Tra le tre sottozone dell'areale di diffusione del verdicchio - riva destra, sinistra, Matelica - è senza dubbio quella che ci ha emozionato di più: ci piacciono molto, in generale, le caratteristiche che questo territorio riesce ad esprimere con quei vini che ne sono l'espressione più piena.
Garofoli - Umani Ronchi
Due aziende che complessivamente producono più di 5 milioni di bottiglie ma che riescono a coniugare le logiche dei grandi numeri con una qualità decisamente alta. Garofoli: Podium (42.000 bottiglie), Serra Fiorese (18.000). Umani Ronchi: Plenio (24.000), Casal di Serra (140.000).
Pievalta, San Paolo Riserva 2006
L'assaggio migliore per dimostrare la stupidità dell'affermazione - purtroppo ancora sulla bocca di molti - che " ... i vini biodinamici sono solo vini scuri, puzzolenti e sgradevoli". È vera semmai una cosa, e l'assaggio del San Paolo la conferma: alcuni vini biodinamici hanno più bisogno degli altri di stare in bottiglia per esprimersi al meglio.
Collestefano - Tenuta dell'Ugolino
Due territori diversi e due biografie (quelle di Fabio Marchionni e di Andrea Petrini) differenti; eppure lo stile "tedesco" che queste due cantine esprimono - vini acidi, taglienti, diritti, poco propensi alle mollezze - ce le fa accomunare tra loro. Ma si conosceranno?
Fattoria Coroncino, Stragaio Riserva 2006
Solo l'estro e il dinamismo intellettuale di Lucio Canestrari - genio e sregolatezza si diceva una volta - poteva immaginare un vino così barocco, ridondante, ingombrante, estremo. Eppure l'effetto che ti fa mentre l'assaggi è tutt'altro: magico Lucio, come hai fatto?