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Slowine - Friulano
 
 

Suggestioni


Raccaro, Vigna del Rolat 2008

Ancora una volta si propone al massimo livello questo vino che Dario Raccaro insieme al figlio Paolo realizza ogni anno. Nessun dubbio nella assegnazione dei punteggi, per una bottiglia che esprime consistenza, tenore alcolico, mineralità, grassezza, ricchezza fruttata in grande, armonica eleganza. Il migliore in assoluto.

 

L’Isonzo

Si sta riassestando la squadra degli Isonzo Boys, il gruppo di giovani produttori della pianura a ridosso della colline. Restano di eccellenza i fratelli Mauri di Borgo San Daniele e Mauro Drius, mentre emergono Davide e Michele Luisa, con i terreni ricchi di ferro. La eleganza è il risultato comune delle attente coltivazioni e vinificazioni, pur diverse tra loro.

 

Il rammarico

Dispiace non poter inserire fra i nostri assaggi il vino di Edi Keber. Il suo Tocai Friulano è stato per anni un punto di riferimento, ma con l’ultima vendemmia Edi ha deciso di eliminare anche questa etichetta dedicandosi esclusivamente al Collio, un bianco straordinario nel quale il friulano rappresenta il 70%, e si sente.

 

Macerati

Evangelos Paraschos non è il solo a macerare le uve di friulano, ma è di sicuro quello che crea il migliore prodotto con il Και del 2007. Già in annate precedenti aveva presentato un grande Tocai Friulano, ma poi non si era ripetuto, non riuscendo a controllare la ossidazione acetica. Che si sia assestato?

 

Tenore alcolico

L’orgoglio per i gradi che naturalmente raggiungono i vini, soprattutto se di collina, incomincia a incrinarsi, lasciando spazio a qualche preoccupazione per i risultati che campagne antialcoliche e controlli serrati da parte delle forze dell’ordine vanno creando al consumo del vino. La strada da percorrere sembra essere quella della maggiore resa in vigna. Ma poi ci si chiede che fare di tanto vino di questi tempi.

 

Legno sì, legno no

Sono rimasti in pochi a produrre Friulano con passaggi più o meno prolungati in botti di diverse dimensioni o con percentuali variabili di vino prodotto in inox o vetrocemento. Effettivamente spesso la nota di legno appesantisce il vino sul palato, ma resta ancora una tentazione cui alcuni non si sottraggono, da Toròs a Branko. Con successo, in particolare Nicola Manferrari di Borgo del Tiglio.

 

 



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